#BeInsider: vi racconto il mio Natale in Piemonte

Silvia Cartotto, meglio conosciuta in rete come “The Girl with the Suitcase” ci racconta in questo post il “suo Piemonte”. A lei l’onore di inauguare la serie di post “BeInsider“: le regioni italiane raccontate da chi ci vive.

Quanto è facile scrivere di posti nuovi e lontani e quanto è difficile farlo con i luoghi in cui si nasce e si vive.Ma appena ci pensi bene ti accorgi di quanto ha da offrire la tua regione, in questo caso il Piemonte.

Se in primavera l’hai apprezzato tra le colline delle Langhe con un bicchiere di Moscato in una mano e un cioccolatino alla nocciola nell’altra, se in estate hai respirato momenti di relax sulle sponde del Lago D’Orta e del Lago Maggiore, allora in autunno sei sicuramente seduto a tavola davanti ad una rovente bagna cauda (salsa calda) servita nello scaldino, tipico fornelletto di terracotta con lumino acceso, simbolo di convivialità.Ma forse chi legge non la conosce, ecco di cosa parlo: aglio, olio extra vergine d’oliva e acciughe dissalate, insieme a verdure crude e patate bollite. E se dopo tutto questo è arrivato in fretta l’inverno, non puoi non lasciarti affascinare dal Natale piemontese.

Ecco Torino, che mai come in questo periodo dell’anno, vestita a festa, sa essere signorile e maestosa. Tutto ricorda che si avvicinano le feste: il calendario dell’avvento in Piazza Castello, le luci d’artista accese appena fa buio, come quelle in Piazza Palazzo di Città, che ogni quarto sabato del mese ospita un mercatino di produttori biologici, e che in questo periodo è ancora più bella grazie ai cubetti colorati installati a formare un tappeto di luci nel cielo; e poi la Galleria Umberto I dietro alle Porte Palatine, la Mole Antonelliana con il suo anello tricolore, Piazza Vittorio illuminata insieme alla Chiesa della Gran Madre e al Monte dei Cappuccini sullo sfondo.

Pura eleganza, così si può riassumere Torino: una città che pulsa di creatività, di giovani idee ma allo stesso tempo di sapori di una volta. E se Torino affascina, c’è però da dire che il Natale in montagna ha tutto un altro sapore, come ai piedi delle Prealpi, a Biella, la mia città.

Io consiglio di non perdere il Ricetto di Candelo, uno dei borghi medioevali più belli d’Italia; poi il Piazzo (centro storico di Biella) e il Santuario di Oropa, all’interno di un anfiteatro naturale fatto di boschi e montagne che abbracciano la città, ben visibile ad occhio nudo soprattutto di notte, quando le luci ne illuminano la grande cupola.

 

Il Natale a Biella

Ed ecco come celebriamo l’avvento da queste parti: tutti al Mercatino degli Angeli di Sordevolo, paese a pochi km da Biella, famoso anche per la Passione, rappresentazione teatrale che si svolge ogni 5 anni.

Ingresso ad offerta libera e poi si curiosa tra le casette di legno in cui è facile percepire la passione che mettono gli hobbisti nelle loro creazioni: tegole di ceramica decorate con il découpage, casette in pietra, oggetti in feltro, insomma tutti prodotti artigianali; più in là un coro intona un canto in piemontese e qualcuno “puccia” con grande soddisfazione i torcetti (biscotti tipici ricoperti di zucchero, una botta di vita e di burro che consiglio dal profondo del cuore) in tazze di cioccolata fumanti.
Storie e atmosfera di montagna che si leggono e sentono nelle facce della gente, nei berretti di lana e nella voglia di ritrovarsi. E allora per un pomeriggio perché non lasciarsi accompagnare da quel batticuore felice che arriva quando si avvicina il Natale, che aiuta a ricordare che le cose più semplici sono sempre le più belle.

Biella è semplice e per questo bella: felice di avervela presentata.

IL  MIO PIEMONTE IN 3 SPASSIONATI CONSIGLI

Cosa fare:

  • Scoprite i Monti della Luna e i più bei paesaggi innevati della regione nel comprensorio sciistico della Via Lattea (TO)
  • Fate una camminata tra le marmotte e gli stambecchi al Parco Nazionale del Gran Paradiso
  • Andate in gita in battello da Stresa all’Isola Bella, sul Lago Maggiore

Dove e cosa mangiare:

  • Osteria del Borgo a Carrù (CN): provate i ravioli del plin, il bollito misto di carne nei suoi 7 tagli contornato di regola dalle 7 salse e il bunet (dolce al cucchiaio simile ad un budino)
  • Ristorante Sotto la Mole a Torino: dopo aver visitato il Museo del Cinema lì di fronte provate la carne cruda, gli agnolotti alla piemontese e la rolata di coniglio
  • Osteria dell’Oca Bianca a Cavaglià (BI): da provare gli agnolotti al plin, il vitello tonnato, la giardiniera, la carne cruda, l’insalata russa.

L’autrice di questo post è: Silvia Cartotto
Classe 1986, piemontese, blogger per passione sul suo blog di viaggi thegirlwiththesuitcase.blogspot.it.
Al momento vive a Biella, dov’è nata, dopo aver studiato a Bologna e lavorato a Torino.
Nella vita vuole organizzare eventi, occuparsi di comunicazione e continuare a scrivere, ma se si potesse vivere scrivendo e viaggiando farebbe la firma.
Dentro alla sua valigia non mancano mai un cellulare per restare in contatto col mondo, una matita e un taccuino per imprimere sensazioni e una macchina fotografica per catturare attimi.

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[…] prima BeInsider è stata Silvia Cartotto con il Piemonte. Nel post si trovano alcuni consigli pratici su dove mangiare le specialità piemontesi ma […]

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