#BeInsider – Il mio Natale nelle Marche: camino, cappelletti e sorrisi

Federica ci racconta le sue Marche e il suo Natale in famiglia. E’ lei la nostra quarta autrice “insider” che abbiamo scelto per raccontarci un pezzetto d’Italia. L’Italia e le sue regioni attraverso gli occhi di chi ci vive. #BeInsider.

Le Marche sono una regione davvero stupenda, paragonata spesso e volentieri alla Toscana per la sua bellezza e alla Romagna per la sua accoglienza. Io che sono marchigiana di nascita e anche se abito a Rimini, mi ci sento anche di fatto, credo che le Marche abbiano preso il meglio dalle due due regioni confinanti.

L’accoglienza marchigiana è celebre, non si esce dalla casa di un marchigiano senza aver preso un pezzo di ciambellone, di crostata o un buon bicchiere di vino. Nessuno resta mai sulla porta troppo a lungo e nei piccoli paesi, per evitare questi incidenti, in molti lasciano ancora le chiavi attaccate al portone di casa. Non è questo un segno di accoglienza?
Con la Toscana abbiamo in comune le colline verdi, le dolci linee dei monti e le campagne sconfinate. Colori che cambiano gradualmente durante le stagioni per avvicinarsi ad un rosso intenso in autunno fino al giallo dei girasoli e del grano che esplodono d’estate, per non parlare della neve, bianca e candida (bianca davvero, non grigia) che qua ricopre ogni cosa durante le notti silenziose.
Paesaggi che mi affascinano e mi riportano alla memoria le mie estati di bambina quando nell’entroterra marchigiano passavo le mie più belle stagioni.

Le Marche non amano sbandierare la propria bellezza, come se volessero custodirla gelosamente, in molti già se ne sono accorti e hanno preso casa e residenza. Anni fa ci avevano provato con Dustin Hoffman ma i marchigiani mica l’aveva presa bene, un gioiello così grezzo e vero non aveva bisogno di un rappresentante così estraneo.
Per fortuna la “Toscana dei poveri” non è stata ancora presa d’assalto da star e celebrity e speriamo vivamente che ciò non accada mai.Quello che ho bene in mente dei miei natali nelle Marche sono poche cose, ma fisse, che ancora oggi si ripropongono tutte allo stesso identico modo.
Alla Vigilia di Natale ci si trova tutti nella mia casa in campagna e si iniziano i festeggiamenti davanti al camino.



La vigilia è rigorosamente a base di pesce
, ma non ci facciamo mancare nulla. Cocktail di scampi e tartine di salmone affumicato, insalatina di seppia, catalana di gamberetti, bombolini, merluzzo in umido, merluzzo arrosto, gamberoni al sale, salmone al fornoe poi se ci scappa anche un risottino di pesce. Di solito il dopo cena prosegue tra dolci fatti in casa, panettoni e pandori farciti, torroni, urla di bambini, il fuoco che va rinvigorito, grappa e visciola per tutti.
Sul divano verso le 23 iniziano ad appisolarsi i primi, mentre c’è chi si prepara per andare alla Messa di Natale, chi rimane in casa sa che può sempre contare su una bella partita a briscola o a bestia. Di solito ci si saluta verso le 23, perché la casa un po’ si svuota e ci si prepara ad andare a dormire con il prete, che non è una cosa sconcia, lo giuro! Semplicemente è un contenitore per la brace che viene messo sotto le lenzuola per 5 minuti, fatto in modo da non bruciare nulla, per scaldare il letto prima di andare a dormire.

Il giorno di Natale alle 11 si è tutti in casa, di nuovo, si fa colazione, si chiacchiera e si cucina, di nuovo.
Il pranzo di Natale è rigorosamente a base di cappelletti in brodo, carne lessa e tante salse
. Qui si mantiene ferrea la tradizione marchigiana e non si mangia poi molto…anche perché non esistono pranzo e cena distinti, ma è tutto un continuo!
Dopo il pranzo si passa direttamente al dolce che diventa merenda per diventare antipasto passando al salato che diventa cena intorno alle 19!
La sera si riprende a mangiare carne di tutti i tipi, la tagliata è quella che privilegiamo con tanta insalata di contorno che ci fa sentire la coscienza un po’ meno sporca.
Il dopo cena si continua con vini della zona e grappe e tanti amici, vecchi e nuovi, che passano per un saluto o una chiacchiera.
Alla fine nelle Marche si va a dormire con la pace dei sensi più bella dell’anno e la pancia molto gonfia ma con la mente piena già di ricordi e un grande sorriso stampato in bocca.
Questo è il Natale che più mi piace, questo è il solo Natale che conosco, quello delle Marche.

 

L’autrice di questo post è: Federica Piersimoni 
Marchigiana di nascita anche se attualmente vive in Romagna, Federchicca è blogger dal 2008, racconta di viaggi low cost anche se i post più riusciti, a detta sua, sono quelli in cui racconta della sua vita e delle sue esperienze personali. Freelance nella vita professionale anche per esigenze di viaggio, che sono la sua passione. Potete leggere di lei e dei suoi viaggi su FedericaPiersimoni.it e Viaggi Low Cost

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Comments

Si, Natale nelle Marche è buon cibo, buona compagnia, il tempo che scorre con un altro tempo, tradizione, qualche novità, sorrisi. In una parola, Accoglienza. Brava Federica, grazie!

posted by GIULIA on 12.20.12 at 5:43 pm

Grazie per l’interessantissimo racconto. Anche io sono maceratese verace ma vivo a Fermo da tantissimi anni. Mia mamma preparava tutto ciò che hai descritto,compreso un modesto antipasto vario a base di salumi e tartine. Mio padre era addetto al taglio dell’immancabile panettone e torrone acquistati da Culot ( soprannome di un pasticcere che aveva il negozio in Corso della Repubblica). Il pranzo terminava con la frutta varia, mandarini, arance, frutta secca, caffè.

Buon Natale

posted by fernanda on 12.21.12 at 11:36 am

Grazie…sono in sud de Brasile, mi bisavuelo sei venuto de Beluno…e qui se mangia il capeletti…che bello vedere qui..scusa non so parlare polito…bacci a tutti. Rosilene

posted by Rosilene Maria Rosanelli on 12.31.12 at 12:58 pm
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