Le atmosfere universitarie di Pavia – #BeInsider

Mirella, l’insider di questo mese ci porta tra le strade di Pavia, piccola città dalle atmosfere universitarie

A Pavia siamo in tanti che veniamo da altrove. Siamo venuti qui da più o meno lontano a frequentare l’università e poi, vuoi per amore, vuoi per lavoro, vuoi perché ci si è persi via, siamo rimasti a pedalare nella nebbia d’inverno e tra le zanzare d’estate in questo piccolo capoluogo di provincia che ci ha visti, chi più chi meno, sudare sui libri.

fiume-ticino

Foto: Camera Off

Parlare di Pavia spesso vuol dire parlare della sua università, istituzione che ne definisce per buona parte il profilo e con la quale la città ha un lunghissimo rapporto, che risale ben al 1361. Girare per le vie della città significa perciò imbattersi nei suoi studenti che se vanno a lezione, festeggiano con inni gogliardici lauree fresche di giornata o bigellonano per il centro. Chi viene a Pavia per la prima volta non dovrebbe farsi mancare un giro per i cortili dell’università, sotto ai portici dell’edificio centrale, per respirare un po’ dell’atmosfera che vive chi studia qui. Il mio cortile preferito è quello delle Magnolie, dove generazioni e generazioni di studenti si sono fatti fotografare circondati da parenti e amici festanti il giorno della laurea. All’uscita dell’ingresso centrale dell’università i golosi  saranno poi felici di acquistare e assaggiare uno dei souvenir culinari più tipici della città: la torta paradiso della pasticceria Vigoni, nell’omonima bottega che sforna dolci dal 1878.

Come ogni città italiana che si rispetti anche Pavia ha la sua bella piazza centrale, Piazza Vittoria,  dove ci si trova per la colazione del fine settimana o per l’aperitivo all’aperto nella bella stagione. Ma il lato della città più bello è quello delle strade medievali del centro storico, vie che non sono fatte per la auto (e neanche per i tacchi alti!), ma che regalano angoli speciali e cortili inaspettati dietro i portoni. Bisogna essere curiosi e camminare con lentezza a Pavia. La macchina non serve e in una giornata si visita la città, pausa pranzo inclusa.

pavia-collage

 

Andiamo a pranzo

 Il risotto la fa da padrone nella cucina pavese, insieme ai ravioli e ai buonissimi salumi delle colline dell’Oltrepò, una cucina non propriamente light o estiva! Risotti e paste ripiene si accompagnano con vini rigorosamente del territorio, magari con un calice di vino rosso, da far precedere per aperitivo da un vino spumante Oltrepò Pavese DOC. Nell’enoteca Infernot, in una di quelle stradine del centro storico di cui dicevo, si beve bene e ci si fa guidare nella degustazione da Manlio, che da poco ha lasciato il suo mestiere da creativo per aprire questo rifugio per amanti di Bacco a pochi passi dalla Chiesa del Carmine. Vicino a questa enoteca, sempre in pieno centro, c’è anche la mia osteria preferita: l’Osteria alle Carceri, il cui nome nasce dalla vicinanza del ristorante con le vecchie carceri della città. Aperta a pranzo e a cena (purtroppo non la domenica e il sabato a pranzo) “le Carceri”, come la chiamiamo noi che ci passiamo parecchio tempo, è un posto con un’allure da città nord europea nell’arredo e con un bel clima da ritrovo di amici, soprattutto a mezzogiorno, quando la clientela affezionata pranza ai suoi tavolini (d’obbligo la prenotazione).

Il pranzo o l’aperitivo in estate invece potrebbe essere un pranzo sul fiume, perché Pavia è anche città di fiume, con il Ticino che l’attraversa per incontrarsi con il Po non lontano dalla città. Seguendo il fiume nel parco del Ticino (a circa sette km dalla città, qui ci vuole la macchina) si può mangiare sedendosi a due passi dall’acqua all’Osteria Il Vigile dove può capitare di vedere avventori che arrivano in barcè, la tipica barca fluviale pavese, a fondo piatto, che si conduce vogando in piedi con un con un solo remo, “alla pavese”. Un tempo il Ticino e le sue spiagge erano il “mare dei poveri” e i pavesi ci venivano a nuotare e a prendere il sole. Oggi c’è il divieto di balneazione ma rimangono barcè e canoe ad attraversarlo e scorci per gli amanti delle foto effetto cartolina. Il Borgo Basso, la parte di città  situata sull’argine basso del fiume, è forse uno degli angoli più fotogenici di Pavia

Andiamo a fare shopping

Una delle vie più interessanti per fare acquisti a Pavia è Corso Garibaldi. Su questa via pedonale dove lo struscio ha tutto il sapore della vita della piccola provincia (tutti si conoscono, tutti si salutano) lo shopping non è quello seriale delle catene in franchising, ma quello più local dei negozi unici. Uno su tutti Costruzioni, negozio di articoli di design per la casa e di “oggetti da indossare”, tutti scelti con cura tra design, artigianato ed arte, con tante incursioni in prodotti che vengono da terre lontane, Infine, sempre in Corso Garibaldi c’è una piccola istituzione pavese, la latteria-gelateria Da Cesare, dove generazione di studenti si sono scaldati le mani stringendo una tazza fumante di cioccolata con zabaione. Un portento calorico e di sapore in una latteria che è rimasta immutata nel tempo.

L’autrice di questo post è Mirella aka NomadiStanziali

mirella-marchesiMirella Marchese, per gli amici Miro, vive a Pavia dove ha studiato e dove fa la ricercatrice in un istituto di ricerca sui media. Per lavoro guarda tanta televisione e quando si stanca della TV italiana vola in paesi più o meno lontani dove, grazie alle bizzarre qualifiche di media expert e di osservatrice elettorale, osserva le elezioni degli altri.

Poiché quando non è altrove sogna di esserlo, nel tempo libero la Miro raccoglie appunti, suggerimenti e ritagli per farsi venire idee e spunti per piccoli e grandi fughe. Un giorno di qualche annetto fa decide di incollare tutti i ritagli raccolti su un blog, un travel blog. Ed è così che nasce NomadiStanziali, un taccuino online dove appunta indirizzi di posti speciali. 

 

Vuoi essere il prossimo insider? Scopri come

Lascia un commmento

*