Vi racconto la mia Sardegna – Be Insider

Giulia, l’insider di questa settimana ci porta alla scoperta della sua Sardegna, fatta di antiche feste tradizionali, dolcetti di pasta di mandorle e un mare tanto azzurro da sembrare finto. #BeInsider – Le regioni italiane raccontate da chi ci vive

Ho pensato a lungo da dove partire per raccontarvi la mia terra. Sembra banale ma non lo è: è qualcosa di molto intimo e personale. Non ci ragioniamo spesso, ma le nostre radici fanno parte di noi e sappiamo di non poterne fare a meno.  È come l’aria che respiriamo.

Vi racconterò la Sardegna partendo da una canzone in limba, in lingua sarda: la musica è una parte fondamentale della nostra cultura, e le sue strofe ci accompagneranno in questo viaggio.

Un viaggio virtuale, in lungo e in largo per l’isola.

Siete pronti?
Cantu t’appo intesu mia
Seculos de mamuthones, issohadores
A mamoiada deo bi fia.
[…]Terra mia (tue ses mia) festas de gallura,
Campidanu e baronia…


Quanto ti ho sentita mia
secoli di mammutones, issohadores
a Mamoiada io c’ero
[…]Terra mia (tu sei mia) feste di Gallura
Campidano e Baronìa…

folk-sardegna-insider

Credit foto: @ilamila e @mumucs

 

Se volete vivere la Sardegna, quella vera, non potete fare a meno di partecipare almeno a un evento, una sagra, una festa popolare. In ogni periodo dell’anno troverete qualcosa di interessante: dalla Festa di S.Efisio a Cagliari ai Candelieri di Sassari; dal Redentore di Nuoro alle cantine aperte; dalla Corsa degli Scalzi di Cabras alla Sagra del Torrone di Tonara.

Che dire poi del Carnevale?
Potete scegliere fra i tradizionali Mamuthones e Issohadores, figure tipiche del carnevale di Mamoiada; i Boes e Merdules di Ottana oppure, se scendete verso Oristano, l’immancabile Sartiglia, una corsa all’anello di origine medioevale. Dopo la Sartiglia, non andate via: prendete un caffè mentre aspettate l’inizio delle Pariglie, le spettacolari acrobazie di abili cavalieri in groppa a due o più cavalli.

Cantu pane “carasau” e, fattu fattu “cannonau”
Dae su casu de su pastore, sas “seadas” lean colore…

Quanto pane carasau e di tanto in tanto Cannonau
Dal formaggio del pastore, le seadas prendono colore…

dolcetti-sardi

Credit foto: Cristiano Cani

Una parte che mi sta particolarmente a cuore è l’enogastronomia 

Scegliete un ristorante tipico o un agriturismo, e fatevi consigliare un buon primo come i Culurgiones (ravioli di patate e menta, originari dell’Ogliastra) o i Malloreddus alla campidanese (gnocchetti sardi conditi con sugo di salsiccia e zafferano). Se siete a Cagliari ed è periodo di ricci, non dimenticate di fare un salto alla spiaggia del Poetto per gustare gli ottimi spaghetti conditi con ricci freschissimi! Come capire se il periodo è giusto? Fatevi guidare dal vecchio detto che dice «i ricci si mangiano nei mesi con la “R”!».
Il secondo piatto più popolare è sicuramente il maialetto arrosto, da annaffiare con gli ottimi vini di produzione regionale, corposi e dal sapore deciso, come il Cannonau, il Monica, o il Carignano. Se vi trovate a Cagliari, consiglio la trattoria “da Lilliccu”  o, se volete mangiare pesce, il Ristorante “Ammentos”.
Il pane che accompagna i pasti è solitamente il Pane Carasau, noto anche come carta da musica, ma i tipi di pane sono davvero tanti e diversi a seconda delle zone!
Lasciatevi poi uno spazietto per il dolce: dovete assolutamente assaggiare le Sebadas, un dolce a base di semola con ripieno di formaggio fresco, che viene fritto in olio molto caldo e poi dorato con una colata di miele dolcissimo.
Molti ristoranti, a fine pasto vi offriranno un vassoio di dolcetti misti – in caso contrario, chiedetelo voi 😉 – tra cui regnano quelli con la pasta di mandorle e con la sapa, il mosto cotto che io adoro, soprattutto nelle papassinas (che mia mamma prepara tanto bene!).
In Sardegna, il caffè si ammazza principalmente con il liquore di Mirto oppure, se siete sufficientemente temerari, stendetelo con il filu e ferru, (fil di ferro) la nostra acquavite.

Dopo un giretto per l’isola e una tappa al ristorante, come potrei non parlare del mare?

tuerredda-mare
Credit foto: @eg65

In su mare de muravera, sas launeddas sonan  tottu umpare in trallallera.
Nel mare di Muravera le launeddas suonano tutte insieme il “trullalera”

Il primo consiglio che mi sento di darvi è sicuramente quello di venire con la vostra auto o di noleggiarne una. Girate, esplorate, perdetevi nelle sue strade sterrate. Andate alla scoperta delle cale e delle spiagge più nascoste e sentirete la voce di David Herbert Lawrence che, in Mare e Sardegna, dice “La Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia”.

Se decidete di visitare il profondo sud, partendo da Cagliari potete dirigervi verso la costa di Pula/Chia (verso ovest) o quella di Villasimius (verso est). Nella costa Ovest, non perdetevi le spiagge di Tuerredda e Su Giudeu; nella costa est, fate tappa alla spiaggia di Notteri e inoltratevi fino a raggiungere Porto Giunco.
Se vi sentite più avventurosi e non vi spaventano le strade un po’ tortuose, armatevi di macchina fotografica e inoltratevi nelle meraviglie della Costa Verde, con i suoi quasi 50 Km di costa tra spiagge sabbiose e cale rocciose, che lasciano senza fiato e non smettono mai di sorprendere. Nemmeno noi, che le conosciamo da una vita.

Domo mia, tue ses bia che un istella in custu chelu ….. Meravigliosa…
Casa mia, tu sei viva  come una stella in questo cielo.. Meravigliosa…

La BeInsider di questa settimana è… Giulia Garau

giuli1Gattofila, amante del buon caffè e del cioccolato fondente. Entusiasta quando intraprende un nuovo viaggio, impaziente di posare gli occhi su luoghi mai vissuti. La sua casa è la Sardegna, dove lavora come Social Media Manager per CharmingItaly.com.

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