Be Insider – A Nimis, il bosco sacro dell’alto Friuli

Claudio, argentino di origini friuliane ci racconta della sua Nimis, il bosco sacro del Friuli dove ha scelto di vivere dopo aver girato il mondo.

Ho visitato e visto 310 città in 29 nazioni diverse secondo la mappa che da un po’ di tempo  uso per registrare queste cose.

Ma ho scelto di vivere a Nimis da qualche anno: certo, l’ho scelta anche perché le mie radici sono qui. Ma anche per ciò che ha da offrire e che vorrei farvi scoprire.

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Qualche dato enciclopedico: Nimis si trova in provincia di Udine, molto vicino al confine con la Slovenia. Poco meno di tremila abitanti, sparsi tra il capoluogo e ben nove frazioni.

Un nome antico, di origine celtica. Nemas, che significa bosco sacro, era già un crocevia importante in epoca romana, dopo che Giulio Cesare fondò la cittadina di cividale e battezzando la regione (il Friuli deriva da Forum Iulii) che era di importanza strategica commerciale e militare.

I boschi sono così belli e importanti che infatti ogni anno si tiene, a metà primavera, il pentathlon del boscaiolo, nella frazione Monteprato, un gara divertente, un campionato valido per i mondiali dei boscaioli. Ma anche una festa a cui partecipare in famiglia, godendo delle passeggiate nei dintorni, della magnifica vista su tutta la valle (nei giorni buoni si riesce a vedere il mare, a quasi 60km!) e dei chioschi un cui degustare la gastronomia locale.

Nimis è famosa in tutto il Friuli per i suoi vini, e ci sono molte cantine che producono ottimi rossi, come il Cabernet o il Refosco al peduncolo rosso, e bianchi notevoli, tra i quali spicca il Ramandolo. Un vino che nasce dai vigneti ai piedi del monte Bernadia, nella frazione di Ramandolo, da cui prende il nome, anzi, la sua Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Un vino bianco speciale, solo 150mila bottiglie all’anno, con sapore unico, ricchissimo di antiossidanti (quasi come un vino rosso) e molto adatto ad accompagnare il salame di Nimis, gli ottimi formaggi della zona e il famoso prosciutto di San Daniele.

Si può berlo fresco, d’estate, nelle varie “frasche” della zona: Antesignane del fenomeno agriturismo, le frasche sono luoghi  di incontro per famiglie e giovani. Non tutte servono da mangiare, tutte hanno ottimo vino, spesso prodotto dalla famiglia che la gestisce.  A Nimis ottima la frasca “Da Pasi”, in via dei conti, che a luglio chiude la stagione con una grande festa, che però non offre da mangiare

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Se invece volete uno spuntino, vale la pena visitare il “Fogolar alla motta”, un luogo stupendo per il contesto: in mezzo alla campagna e vicino al fresco dei boschi (in via della Motta, uscendo da Nimis verso Udine) in un’antica casa friulana ristrutturata ad arte, ci si può sedere all’ombra di bellissimi gazebo cresciuti nel ampio giardino (sì, cresciuti! sono arbusti sapientemente potati negli anni per dar loro quella forma!) o all’interno, seduti in cerchio intorno al fogolar, l’antico camino friulano, aperto su tutti i lati.

Il ramandolo è un vino che può accompagnare molto bene altre due specialità locali: i ramandolini, biscotti tipici da intingere nel vino, e le trote del cornappo, il torrente che attraversa il territorio.

Tra i gli ottimi ristoranti della zona, da non perdere è proprio “La trota del Cornappo”, in via Cornappo 6. La cordialità del titolare Renzo e della sua famiglia sono superate solo dalla bontà dei piatti a base di trota: dagli antipasti ai primi, niente vi deluderà! Anche perché le trote sono freschissime: le pescano al momento. Per chi non ama il pesce c’è un’ottima scelta di piatti locali.

Ma Nimis non è solo vino e gastronomia.

Si trovano tracce di abitanti già nell’antichità  (vi trovano rifugio i profughi di aquileia, in fuga da Attila) ed è molto bella da visitare la chiesetta dedicata ai santi Gervasi e Protasio, che risale al VI secolo.

Al parco delle pianelle ogni estate si tiene la festa “LIberoSportNimis”, organizzata da oltre trenta associazioni sportive. Si ha così l’occasione di vedere le dimostrazioni di molti sport e attività, ma anche di provarle! Tra le  più gettonate le palestre di arrampicata e le funi sospese dove bimbi e ragazzi possono provare l’emozione del “tarzaning” e delle risalite sugli alberi con corde ed imbragature.

Per chi ama la natura sono tanti gli itinerari da fare a piedi,  a cavallo o in mountain bike, ma da non perdere assolutamente sono la visita alle grotte di Villanova, un percorso speleologico alla portata di tutti, compresi i bambini e la visita alla cima del monte Bernadia: vi si trova un fortino della prima guerra mondiale, in ristrutturazione, ma dal punto dove si trovavano le antiche batterie di cannoni, raggiungibile con una breve camminata, è possibile ammirare un panorama mozzafiato e, da poco sotto, decollare col parapendio: un decollo non adatto ai principianti, ma che regala la possibilità di guadagnare quote elevate e lanciarsi in voli cross-country verso Gemona.

Chi si lancia col parapendio può atterrare a Torlano, altra frazi
one di Nimis, ma non adatta ai deltaplani, che devono dirigersi invece verso Tarcento, a plan di saluz.

Il Be Insider di questa settimana è: Claudio Marchiondelli

claudio marchiondelli-2Nato a Buenos Aires, con radici friulane. Consulente informatico e blogger, (www.marchiondelli.com), amo scrivere delle cose che mi appassionano, come i luoghi che visito o in cui vivo, compresa la rete!

 

Comments

Davvero un bel ritratto di questo piccolo angolo di mondo … grazie Claudio per la bella descrizione!

posted by maria on 02.22.13 at 11:29 am
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