Il Ghetto di Roma

Un angolo dei più nascosti della città di Roma ma tra i più emozionanti da visitare è certamente il Ghetto. Tristemente sorto nel 1555 per volere di papa Paolo IV Carafa che decise di far edificare il così detto “serraglio degli ebrei”, il ghetto è ieri come oggi testimonianza viva della millenaria storia di questo fiero popolo che qui abitò.

La nostra passeggiata inizia nella piccola ed elegante piazzetta, salottino quasi privato della ricca e antica famiglia dei Mattei, che qui edificò uno dei suoi palazzi…sono talmente tanti che i romani chiamano la zona “isola Mattei”. La potente casata era detentrice, insieme ai Costaguti, delle chiavi di uno dei cancelli del serraglio che veniva aperto all’alba e richiuso al tramonto, quando tutti gli ebrei dovevano assolutamente trovarsi al suo interno.

Le tartarughe di Piazza Mattei

Al centro di piazza Mattei troneggia la Fontana delle Tartarughe realizzata da Giacomo della Porta e Taddeo Landini a fine ‘500, ma divenuta assai più celebre quando il Bernini qualche anno dopo, vi aggiunse le simpatiche tartarughe.
Fontana-delle-Tartarughe-in-piazza-Mattei

Quelle che osserviamo oggi sono però una copia: le originali infatti, dal 1981, sono custodite nei Musei Capitolini, poiché in passato furono più volte rubate! Sempre sulla piazzetta si affaccia anche palazzo Costaguti con il curiosissimo portale d’accesso posto proprio nell’angolo. Si tratta di un accesso eseguito in un secondo momento e cioè nell’800, quando il ghetto venne ampliato: il portale originale si scorge ancora oggi invece, completamente murato, in via della Reginella. È questo un vicolo che consente di immaginare come dovesse essere l’intera zona in passato: un intricato susseguirsi di stradine anguste e strettissime su cui si affacciavano le palazzine in cui vivevano, stipate e in condizioni terribili, le numerose famiglie ebree.

Il cuore del Ghetto

Da qui si raggiunge via del Portico d’Ottavia, cuore del quartiere, su cui si scorge un curioso edificio quattrocentesco appartenuto al ricco mercante Lorenzo Manlio che decise di posizionare un’iscrizione celebrativa sul cornicione seguendo la moda degli antichi imperatori! All’angolo, per una dolce pausa, consigliamo il delizioso antico forno Boccione: da provare assolutamente la torta ricotta e cioccolato o i mostaccioli! Svoltato l’angolo, si nota il tempietto del Carmelo, un piccolo luogo sacro realizzato a fine ‘700 davanti al quale furono per anni obbligati gli ebrei ad assistere alle messe coatte, esattamente come in altri punti del quartiere.
Scorcio-del-ghetto
Tornando sui propri passi, si giunge in piazza delle Cinque Scole, così chiamata perché un tempo vi era il palazzo che ospitava le cinque differenti scuole rabbiniche. Di questo edificio e della vicina piazza Giudia oggi purtroppo non resta più nulla, anche se alcuni elementi architettonici dalla Scuola sono conservati all’interno del Museo Ebraico annesso alla Sinagoga. Al centro della piazza vi è la Fontana del Pianto e a lato la chiesa di Santa Maria del Pianto, rimasta incompleta ancora oggi e così denominata per la miracolosa immagine della Madonna custodita al suo interno.

Leggenda vuole che molti secoli fa, questa stessa immagine sacra, posta nelle vicinanze (forse sotto l’Arco de’ Cenci), iniziò a piangere dopo aver assistito ad un efferato omicidio!

La cucina Kosher di Roma

Ritornando su via del Portico d’Ottavia si noterà quanti siano i ristoranti Kosher qui presenti: propongono tutti ottimi piatti della tipica cucina ebraico-romanesca e se l’orario è quello dei pasti, allora si devono provare assolutamente gli ottimi carciofi alla giudia di Gigetto al Portico d’Ottavia presente nel ghetto dal 1923! Il nome del ristorante richiama la vicinanza fisica al portentoso portico edificato dall’imperatore Augusto in onore della sorella Ottavia. In antichità ospitava luoghi di cultura e biblioteche oltre a importanti luoghi di culto. Nel medioevo tra i suoi resti iniziò ad essere organizzato il mercato del pesce che rimase poi in uso fino al 1800. All’interno del portico vi è la chiesa di Sant’Angelo in Peschiera, altro luogo della celebrazione delle prediche coatte. Il piazzale antistante invece evoca un pietoso episodio della storia italiana: il 16 Ottobre del 1943 gli ebrei residenti al ghetto furono qui radunati e caricati su camionette per essere poi mandati nei campi di concentramento nazisti. Una targa affissa ricorda questo tragico giorno…

Teatri e templi

Dallo slargo è possibile ammirare i possenti resti del Teatro Marcello, iniziato da Cesare e concluso da Augusto che lo dedicò all’amato nipote Marcello, morto in giovane età. Nell’area antistante si notano inoltre tre colonne superstiti appartenenti al tempio dedicato al dio Apollo detto Sosiano e tra le rovine del teatro le palazzine medioevali dei Savelli. Poco più avanti, si scorge il tempio ebraico, la Sinagoga più grande d’Europa, realizzata tra il 1901 e il 1904 secondo la moda del tempo in stile Liberty.
La-Sinagoga

Qual è la più piccola piazza di Roma?

Sulle facciate esterne vi sono decorazioni che riproducono simboli religiosi sacri e alcune iscrizioni dentro cartigli con passi della Bibbia, mentre sul lato lungo il Tevere, sono ricordati i nomi dei caduti. Raggiunta infine piazza Gerusalemme, la più piccola piazza di Roma, si nota la chiesetta di San Gregorio della Divina Pietà. Curioso è il cartiglio in facciata con iscrizione bilingue (latino ed ebraico) che riporta un passo del profeta Isaia, utilizzata in passato come ammonimento agli ebrei (era questa infatti l’ultima delle chiese usate per le messe coatte) e che in origine si doveva trovare molto probabilmente su uno dei cancelli del ghetto. E da qui se non si è stanchi, si può raggiungere l’isola Tiberina, ma questo per noi è un altro itinerario!

logo asinodoro I nostri Be Insider sono i ragazzi de L’Asino d’Oro un’Associazione Culturale operativa su Roma che vuole essere un punto di riferimento e di promozione per la città, organizzando visite guidate, passeggiate, eventi e molte altre attività per andare alla scoperta di tutti i suoi tesori artistici in modo insolito, curioso e divertente.

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